lunedì 13 novembre 2017

Specifiche

Nella creazione delle lingue artificiali non esiste una specifica normativa che si occupa della loro invenzione, tuttavia si possono sottolineare alcuni elementi.
Le lingue artificiali sono lingue provviste di:
  •          regole sintattiche, a volte descritte, a volte prive di descrizione
  •         proprio lessico, inventariato o meno.

 I motivi che hanno spinto alla creazione sono molteplici (dai motivi filosofici a quelli letterari, da quelli scientifici a quelli religiosi, da quelli religiosi a quelli di gioco).
Il fenomeno della creazione di lingue artificiali non è unitario ma si presenta a seconda delle caratteristiche, delle motivazioni.

In una lingua occorre che ci sia almeno una delle seguenti condizioni: 
  • la formalizzazione esplicita delle regole di sintassi  
  • la denominazione della stessa lingua.

Mentre la  formalizzazione è una condizione sufficiente ma non necessaria, la denominazione è una condizione necessaria ma non sufficiente, se non è accompagnata dalla spiegazione della sintassi o da almeno qualche esempio.

 In realtà molti repertori tengono conto anche di lingue di cui viene menzionato solo il nome. Un esempio di lingua di cui manca la formalizzazione esplicita è il "persiano antico" di cui Tommaso Landolfi dà campionature in "Dialogo dei massimi sistemi".
"Dialogo dei massimi sistemi", Tommaso Landolfi, edito da Adelphi


Il grammelot teatrale è un esempio di lingua fornita di denominazione ma priva di formalizzazione, perché non risponde a una regola mimetico-intonativa  e non a una sintassi.

Per quanto riguarda i simboli utilizzati, si registra l'utilizzo dei vari alfabeti e delle corrispondenti lettere, ma in senso più lato, come avviene per l'esperanto, si ricordano anche le due bandiere simbolo stesso della lingua e dei suoi principi. 

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