sabato 2 dicembre 2017

Storie e protagonisti

Le lingue artificiali sono state create sia per favorire la comunicazione internazionale che per scopi di sperimentazione logica e filosofica, hanno anche invaso il mondo del cinema, della letteratura e della tv.

Tra i protagonisti e creatori delle lingue artificiali non possono non essere citati:
  • Ludwik Lejzer Zamenhof
  • Mark Okrand
  • Anthony Burgess
  • Paul Frommer
  • George Orwell
  • JRR Tolkien

Ludwik Lejzer Zamenhof, oftalmologo polacco, è il creatore dell'esperanto, lingua ausiliaria internazionale sviluppata tra il 1872 e il 1887. Lo scopo della lingua è quello di far dialogare diversi popoli cercando di creare una lingua semplice ma  espressiva, per tale motivo l'esperanto è spesso protagonista di dibattiti riguardanti la "democrazia linguistica", dato che esso cerca di tutelare anche le lingue miniori.
Una parola famosa: Saluton vuol dire "ciao".


Mark Okrand, glottoteta statunitense, è il creatore delle lingua Klingon. Il suo lavoro fu commissionato nel 1980 dalla Paramount Picture per la produzione di Star Trek. Si tratta di una lingua gutturale, sono solo 12 le persone al mondo in grado di parlarla correttamente. 
Una parola famosa: jIyajbe  vuol dire "non capisco".


Anthony Burgess, scrittore e linguista britannico, è l'autore di Arancia meccanica pubblicata nel 1962. L'opera contiene il Nadsat, slang costruito mixando inglese e russo, molto usato dai protagonisti del romanzo. Stanley Kubrick ha poi realizzato un film dall'omonimo romanzo.
Una parola famosa: Appy polly loggy che vuol dire "scusa/scusate".
Quello che non tutti sanno è che Burgess, oltre a scrivere romanzi di successo, era un esperto linguista e fu sempre lui, nel 1981, a inventare la lingua parlata dagli uomini di neanderthal nel film "La guerra del fuoco" di Jean Jacques Annaud.


Paul Frommer, linguista americano, è il creatore della lingua Na'vi, parlata dagli abitanti di pandora nel mondo immaginario del film Avatar. Paul Frommer,  vero esperto di linguistica della University of Southern California, è riuscito a costruire un linguaggio così complesso che a tratti ricorda la lingua maori. 
Una parola famosa: Tawtute che vuol dire "umano".


George Orwell, tra i più grandi scrittori del Novecento, ha creato e utilizzato all'interno della sua celebre opera 1984 una Neolingua, imposta dalla dittatura, fatta di neologismi che tendono ad impoverire il linguaggio. 
Esempi sono sessoreato, che indica tutte le attività sessuali condannate dal regime, e nonpersona, una persona fatta rapire e uccidere dal partito, che tutti gli altri saranno obbligati a credere che non sia mai esistita.
Spesso nella Neolingua i termini cambiano semplicemente di valore, generando una confusione utile al regime: un esempio è dato dal chiamare ministero della Pace, il ministero della Guerra. Lo scopo della Neolingua è intuibile quello di impedire la formazione di un pensiero contrario ai principi del Socing, il partito unico al cui capo c'è il Grande Fratello.
Una parola famosa: Joycamp/svagocampo  che vuol dire "campo dei lavori forzati".


JRR Tolkien, scrittore e linguista britannico, è il creatore della saga del Signore degli anelli, prima di diventare celebre come scrittore, era un rinomato filologo con un passato all'interno dell'Università di Oxford. Fu l'amore per le lingue che lo spinse a definire il suo romanzo "un tentativo di creare un mondo in cui una forma di linguaggio accettabile dal mio personale senso estetico possa sembrare reale". L'opera contiene l'Elfico, lingua creata dallo stesso Tolkien.
Un'espressione famosa: Lle naa vanima che vuol dire "sei stupenda".

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